martedì 12 aprile 2016
Comunicato stampa
Il maldestro tentativo, ben sostenuto dai mass-media di parte, di includere anche alcune plaghe agrarie ad
alta vocazione agri-turistica ed ambientale nell’elenco dei terreni inquinati e riconosciuti come tali
ufficialmente e di fatto , va fermato perché contribuisce ad alimentare artatamente sfiducia fra i produttori
agricoli, operatori turistici e più in generale fra i consumatori .
Le produzioni ortofrutticole dell’alta e della bassa Metapontina, degli altori del quaternario, della media ed
alta collina Materana e Potentina non risultano essere inquinate da composti rivenienti dal processo
estrattivo degli idrocarburi; così come possiamo rassicurare i consumatori di carne, latte e derivati ottenuti
da allevamenti zootecnici lucani, sulla salubrità e qualità degli stessi. Parimenti , le produzioni cerealicole e
delle leguminose destinate al consumo umano e/o all’alimentazione zootecnica non presentano residui
classificabili come tossici; anzi , al contrario delle produzioni di grano e di mais importate da Paesi
extracomunitari , presentano un tasso zero o quasi anche di aflatossine e/o ocratossine.
Per cui chi richiedere ulteriori controlli sanitari sulle nostre produzioni locali regionali e in special modo su
quelle agroalimentari lucane, dovrebbe, così come ha fatto Tavolo verde Puglia e Basilicata, sostenere tutte
quelle iniziative finalizzate ai maggiori controlli dei beni agroalimentari (circa un terzo) provenienti sia da
paesi comunitari che extracomunitari in concorrenza con le nostre produzioni. Così come è necessario
sostenere con aiuti diretti ed indiretti le produzioni locali e regionali a partire dai beni di prima necessità
(latte, carne, grano, frutta, verdura, olio ecc…). Non meno importante, ai fini di rassicurare gli allevatori, i
produttori agricoli e i consumatori e il rapporto produzione-consumo, è la perimetrazione e classificazione
in tempi stretti delle aree e del sistema agro-ambientale delle terre lucane. In questa delicata fase le
comunità e il mondo agricolo chiedono alle istituzioni, più che allarmismi e rassicurazioni, certezze e
garanzie di medio e lungo termine sia per la difesa e la valorizzazione delle risorse agro-ambientali, sia per
l’incolumità pubblica. Infine l’urgenza dei tempi e i preoccupanti segnali del mercato degli ortofrutticoli, che
stanno strozzando migliaia di aziende agricole, impongono l’adozione di interventi e di misure straordinarie
a carattere regionale e nazionale a favore del settore primario, ovvero a sostegno delle aziende agricole e
zootecniche dell’intera Regione Basilicata. Indugiare su interventi comunitari e non mettere in campo
misure specifiche ed immediate vuol dire aggravare ulteriormente una situazione già stretta dalla morsa
della crisi economica generale e dalla distrazione di alcuni livelli politico-istituzionali.
12/04/2016 Tavolo Verde Basilicata
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